Finanza comportamentale: unione tra finanza e psicologia

La finanza comportamentale è la disciplina che studia il comportamento degli investitori e il suo effetto sui mercati finanziari. Si basa su studi psicologici che analizzano i comportamenti sociali ed individuali. 

Di seguito una dettagliata analisi su questa disciplina. Origini e temi principali.

La nascita della finanza comportamentale 

La finanza comportamentale fa la sua prima comparsa nel 1700 con Adam Smith, il quale in  “Teoria dei sentimenti morali” analizza la psicologia individuale dei comportamenti.

In realtà però, è solo negli anni ‘70 che la finanza comportamentale si afferma come vera a propria “teoria”. Si pone in piena contrapposizione con il pensiero neoclassico sull’economia, che valutava come razionali tutti i comportamenti umani in ambito economico.

Nelle ricerche di tipo empirico infatti, si spiegò come gli investitori commettono continuamente errori, indice di una limitata razionalità che si lascia spesso condizionare da fattori esterni.

Si parla di azioni influenzate dall’emotività, di semplificazione e di continua ricerca di scorciatoie che portano spesso ad errori. Vere e proprie distorsioni cognitive che vengono messe in atto dagli individui nelle varie fasi che caratterizzano un processo decisionale anche in ambito finanziario.

Questa rivoluzione di pensiero va in parte riconosciuta ai due professori di psicologia Daniel Kahneman e Amos Tversky. Che nel 1979 con “Decision Making Under Risk” spiegavano con alcuni postulati della psicologia cognitiva, alcune anomalie verificatesi sui mercati nel periodo precedente alla pubblicazione.

I 3 Temi principali  

Abbiamo visto come la finanza comportamentale, unisca psicologia e finanza per analizzare i mercati finanziari in relazione ai comportamenti della società e dei singoli investitori.

Di seguito, i tre temi principali di questa nuova branca dell’economia : 

Euristica: si definisce, procedimento euristico, un metodo di approccio alla soluzione dei problemi che non segue un chiaro percorso. Ma che si affida all’intuito e allo stato temporaneo delle circostanze, al fine di generare nuova conoscenze.

La gente spesso prende decisioni basate su regole empiriche approssimative, non  seguendo analisi strettamente razionali. Le emozioni possono influire sulle decisioni e possono portare a scelte totalmente irrazionali dettate anche da un’esperienza negativa passata.

Recenti studi di psicologia hanno dimostrato come la paura di perdere soldi con una mossa sbagliata sia tre volte maggiore del piacere che deriva da un successo.

Inquadramento: Il modo in cui un problema o una decisione viene presentata influenza le azioni di chi deve scegliere.

Inefficienze di mercato: Esistono spiegazioni per esiti di mercato osservati, che sono contrari alle spiegazioni razionali e all’efficienza del mercato. Queste comprendono, valutazione errata del prezzo, processi decisionali non razionali, e anomalie sul ritorno.

Ad esempio gli investitori si comportano diversamente se posti in un contesto di possibili guadagni o possibili perdite. Nel primo caso l’investitore sarà meno avverso al rischio, contrariamente alla seconda ipotesi.

Conclusioni

Incredibile come la psicologia applicata alla finanza ha dato luce ad un nuovo ed interessante modo di pensare ed analizzare i comportamenti di mercato.

Non a caso nel 2017 , Richard Thaler, ideatore della teoria del “mental accounting”, vinse il premio Nobel per l’economia grazie al suo contributo negli studi sull’economia comportamentale.

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