Come investire in start up (Guida)

Investire in start up è un possibile modo per far fruttare i propri soldi. Per chi intende farlo, però, occorre ricordare che si tratta di un investimento caratterizzato da notevoli margini di rischio, a differenza di quanto accade ad esempio per l’oro o i diamanti. Se è vero che le start up innovative a volte diventano veri e propri unicorni (aziende da un miliardo di dollari), nella maggior parte dei casi sono invece destinate, purtroppo, a vita grama.

In questa piccola guida proveremo a far capire alcuni aspetti essenziali di questo genere di investimento. Ma, soprattutto, cercheremo di capire se conviene realmente investire in start up, oppure pensare a qualcosa di più adatto al nostro profilo di rischio.

Come investire in start up: i 3 metodi

Come investire in start up? Si tratta della prima domanda da porsi una volta che si sia compreso il reale valore di una azienda di questo genere. Stiamo infatti parlando di imprese che si trovano ancora nella prima fase della propria esistenza, quindi la più pericolosa in assoluto.

Una volta assodata questa realtà, si può iniziare a pensare al modo in cui investire in start up innovative. Sostanzialmente, i metodi in questione sono tre:

  1. il crowdfunding, proposto da piattaforme specializzate nel rapportare imprese e investitori;
  2. l’investimento tradizionale, ovvero il contatto diretto con il fondatore (o i fondatori, ove ce ne sia più di uno) in modo da concordare l’impegno economico da mettere in campo;
  3. il Business Angel, che consiste nell’aggiungere al contatto diretto la messa a disposizione di una struttura idonea tesa ad affiancare l’azienda interessata e aiutarla a crescere.

Perché investire in start up

Perché investire in start up? Il primo motivo è da ravvisare nel fatto che questo genere di investimento ha un ROI (Return of Investment) molto elevato, almeno potenzialmente. Inoltre l’appoggio a queste imprese rappresenta un ottimo modo di diversificare gli investimenti e di aiutare il sistema produttivo a crescere.

Naturalmente, sull’altro piatto della bilancia occorre mettere alcuni svantaggi, da soppesare, ovvero:

  • l’elevato rischio, cui abbiamo già accennato;
  • la bassa liquidità, che potrebbe rendere difficoltoso vendere le proprie partecipazioni.

C’è però un altro aspetto che sembra giocare a vantaggio di queste aziende, spingendo un buon numero di persone (e imprese) a investire in start up. Stiamo parlando degli incentivi e agevolazioni previste nell’ambito di queste operazioni.

Incentivi e agevolazioni fiscali

L’investimento in start up può rivelarsi un ottimo affare dal punto di vista fiscale. Per chi decide di farlo, infatti, sono previsti i seguenti sgravi fiscali:

  1. una detrazione dell’imposta lorda IRPEF per le persone fisiche, equivalente al 50%dell’investimento effettuato sino a 100mila euro e al 30% sino alla soglia massima di milione;
  2. una deduzione dell’imponibile IRES per le imprese pari al 30% dell’ammontare, sino ad un massimale di 1,8 milioni di euro.

Per poterne usufruire è però necessario che l’investimento avvenga tramite il canale degli OICR (Organismi di Investimento Collettivo del Risparmio, in pratica il crowdfunding) o di società specializzate in questo settore. Inoltre l’investimento deve avere un minimo temporale pari a un triennio.

A queste misure, si sono poi aggiunte quelle previste all’interno del Decreto Sostegni Bis del 25 maggio 2021, emanato in piena pandemia per dare sostegno al sistema produttivo. La prima è quella relativa all’esenzione dalle imposte sui redditi delle plusvalenze. In particolare, quelle derivanti dalla cessione delle partecipazioni in start up e PMI innovative, acquisite sottoscrivendone il capitale sociale nel periodo compreso tra il 1° giugno 2021 e il 31 dicembre 2025. Anche in questo caso la conditio sine qua non è il possesso delle partecipazioni per almeno tre anni.

L’esenzione dalle imposte riguarda anche quelle plusvalenze le quali sono derivanti dalla vendita delle partecipazioni in società di persone (con l’esclusione delle società semplici e degli enti equiparati) e di capitali, nel caso in cui, entro un anno dalla loro realizzazione, siano oggetto di reinvestimento in startup o PMI innovative.

How useful was this post?

Click on a star to rate it!

Average rating 5 / 5. Vote count: 1

No votes so far! Be the first to rate this post.

Dario Marchetti

Dario Marchetti

Blockchain Expert & Crypto-Specialist. Laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, scrivo per RomaFinanza su argomenti di crypto-economy, blockchain, NFT, materie prime.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!