Crypto mining: cos’è, come si fa, quali crypto minare oggi

Il crypto mining è un’attività molto controversa. Il conio dei nuovi token, infatti, rappresenta un affare economico per le mining farm, ma anche un problema di non poco conto dal punto di vista ambientale, soprattutto nel caso del Bitcoin.

In base ai dati disponibili, infatti, il consumo annuo di energia elettrica necessaria per il funzionamento della blockchain di BTC è pari a quello di un Paese di medie dimensioni dell’Occidente industrializzato, come la Svizzera.

Proprio per questo motivo nel corso della discussione sul MiCA (Markets in Crypto Assets), il nuovo regolamento sulle criptovalute, è stata avanzata una proposta di bando relativo al crypto mining portato avanti con l’algoritmo di consenso Proof-of-Work (PoW), quello che caratterizza il Bitcoin. Un procedimento il quale obbliga in pratica a utilizzare macchinari sempre più potenti per poter essere effettivamente proficuo.

La proposta è stata per ora cassata dal trilogo UE (Parlamento, Consiglio e Commissione), ma l’ipotesi potrebbe presto tornare d’attualità. Proprio per questo, la domanda che molti si pongono, quando si parla di criptovalute è quella relativa a cosa sia effettivamente il crypto mining.

Se ti interessa minare Bitcoin, ti consigliamo di leggere anche: “Come cambierà il valore del Bitcoin entro il 214o”.

Di seguito approfondiremo la questione crypto mining e andremo a vedere quali sono i migliori hardware per “minatori”.

Crypto mining: software e hardware

Per crypto mining si intende il processo teso al conio di nuovi token. Processo il quale può avvenire in due modi distinti:

  1. risolvendo complicati problemi matematici, modus operandi il quale caratterizza il Proof-of-Work;
  2. depositando le proprie criptovalute per alzare la possibilità di essere scelti in maniera casuale dalla blockchain, procedura che è tipica dell’algoritmo di consenso Proof-of-Stake (PoS).

Si tratta in effetti di due processi molto diversi. Nel primo caso occorre disporre di grande potenza di calcolo, ovvero di computer in grado condurre le operazioni limitando allo stesso tempo il consumo energetico. Se nei primi anni per i crypto mining si utilizzavano le CPU, si è poi resa obbligatorio il passaggio alle GPU delle schede grafiche.

Attualmente per avere possibilità nel mining di Bitcoin occorre disporre di hardware ASICs, sviluppati appositamente per questo genere di operazioni. I migliori macchinari oggi in commercio sono considerati i seguenti:

  • Antminer S7, S9 e R4
  • Avalon 6
  • SP20 Jackson

Con il Proof-of-Stake la necessità di disporre di macchinari potenti viene a decadere. Non conta la potenza di calcolo, bensì la quantità di risorse digitali detenute da mettere in deposito. Per ampliare queste possibilità più utenti possono consorziarsi per avere maggiori possibilità che il proprio staking porti al risultato desiderato. Le criptovalute messe in comune dovranno naturalmente essere conservate in un wallet. Il portafogli elettronico, per poter essere più sicuro deve però essere mantenuto offline, dando luogo al cosiddetto Cold Staking.

Quale crypto minare

A questo punto, la domanda più logica è la seguente: su quale asset virtuale conviene fare crypto mining? La domanda sembra avere una sola logica risposta, ovvero il Bitcoin. Le ricompense previste per l’aggiunta di un blocco alla catena, infatti, ammontano oggi a 6,25 BTC. Basta moltiplicare questa quantità per l’attuale prezzo dell’icona attribuita a Satoshi Nakamoto per capire come si tratti di decine di migliaia di euro.

Anche lo staking, però, può essere considerato una forma di crypto mining molto conveniente. I rendimenti garantiti dalle aziende che lo fanno possono essere molto elevati, anche in doppia cifra, nel corso di un anno. In questo caso, però, occorre mettere in conto il rischio di un improvviso default della piattaforma utilizzata. In questo momento più di una ha difficoltà in tal senso.

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Dario Marchetti

Dario Marchetti

Blockchain Expert & Crypto-Specialist. Laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, scrivo per RomaFinanza su argomenti di crypto-economy, blockchain, NFT, materie prime.

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