Miniera d’oro Chamousira Brusson: l’oro nativo italiano!

Anche in Italia ci sono giacimenti che hanno alimentato il sogno di intere generazioni, a partire dalla miniera d’oro Chamousira Brusson. Un sogno che troppo spesso si è rivelato destinato a restare tale, dopo aver sollevato grandi speranze nelle comunità interessate. Delle tante speranze sollevate inizialmente oggi restano alcune testimonianze sfruttate a scopi puramente turistici, comunque molto suggestive.

Il sito valdostano è uno di quelli che non si è rivelato all’altezza delle aspettative, almeno per chi aveva creduto di poter fare leva sull’oro per un futuro migliore. O perlomeno non sempre, almeno stando alla storia ufficiale. Andiamo quindi a vedere più da vicino la storia della miniera d’oro Chamousira Brusson e a capire perché il sogno originario si è trasformato con il passare del tempo in una cocente delusione.

Miniera d’oro Chamousira Brusson: storia e segreti

La miniera d’oro Chamousira Brusson è stata scoperta nel corso del 1898. La prima a cercare di mettere a frutto il minerale prezioso contenuto al suo interno fu la Gold Mining Evançon, una società inglese specializzata nel settore. Nei primi anni, in effetti, il sito si confermò all’altezza delle aspettative, ma ben presto i filoni auriferi iniziarono a farsi sempre più rari.

Nel 1912 la proprietà prese quindi atto della realtà, giudicando antieconomico portare avanti l’attività di estrazione. A cercare di riannodare i fili del sogno furono prima la famiglia Rivetti, originaria di Biella, e poi Florindo Bitossi, originario del luogo.

Tentativi i quali, purtroppo, si sono rivelati del tutto infruttuosi, tanto da spingere in pratica già negli anni ’30 del secolo passato a gettare spugna bianca. Nel corso del tempo più volte si è poi tornato a parlare della possibilità di sfruttare la miniera d’oro Chamousira Brusson, sino al definitivo abbandono del sito, negli anni ’80.

La differenza tra oro nativo e solfuri auriferi

Molto spesso si confonde l’oro nativo con altre forme di minerale, a partire dai solfuri auriferi. Non si tratta però della stessa cosa, soprattutto a livello finanziario, come si può facilmente comprendere. Per oro nativo si intende il minerale composto da oro, frammisto però ad argento e, in quantità minore, a rame e, a volte, platino. Di colore giallo marcato, per il 90% è proprio questo ad alimentare i mercati globali di oro. Nel nostro Paese proprio quello presente a Brusson ne è considerato una notevole testimonianza.

Per solfuri auriferi si intendono invece le scagliette che è possibile trovare in alcuni fiumi, ad esempio Ticino ed Elvo. Si tratta in questo caso del risultato prodotto dallo scioglimento dei ghiacciai, che nel cammino intrapreso si sarebbero portati dietro anche l’oro depositandolo infine sul letto dei vari corsi d’acqua. Durante questo percorso proprio il lavorio dell’acqua ha peraltro contribuito a dare al metallo una coloritura più chiara.

È possibile visitare la miniera oggi?

Dopo la dismissione della miniera d’oro Chamousira Brusson, naturalmente si è posto il problema relativo alla gestione del giacimento dismesso. Lo sporadico afflusso di persone nel vecchio sito minerario, infatti, ha posto problemi di ordine pubblico derivanti dalle sue insidie. Occorre sempre ricordare che si tratta di luoghi resi insidiosi da condizioni non comuni, a partire dalla temperatura.

Se in un primo momento tale afflusso è stato tollerato dal Comune di Brusson, a partire dal 2000 la situazione è mutata, con relativo divieto. Un divieto che è poi venuto a cadere nel corso degli ultimi anni. La miniera d’oro valdostana, infatti, è stata aperta al pubblico per delle visite guidate, in effetti straordinariamente interessanti.

Dal 2016, in particolare, è possibile dare visite a suggestive escursioni al suo interno, della durata di 30 minuti circa. Visite organizzate dalla Società Cooperativa Gold Mine all’interno di una galleria lunga oltre 15 metri. I partecipanti devono comunque essere equipaggiati in maniera adeguata, considerato che all’interno della miniera d’oro Chamousira Brusson la temperatura è costantemente intorno ai 5 gradi.

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Dario Marchetti

Dario Marchetti

Blockchain Expert & Crypto-Specialist. Laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, scrivo per RomaFinanza su argomenti di crypto-economy, blockchain, NFT, materie prime.

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