OpenSea: come comprare e vendere NFT (Guida)

Per chi intende investire in NFT (Non Fungible Token), un punto di riferimento ineludibile è rappresentato da OpenSea, la più grande piattaforma di vendita del settore, a livello globale.

Fondata nel 2017, ha incontrato subito un grande successo e l’interesse di un cospicuo lotto di investitori, dimostrato dal grande successo del terzo round di finanziamento, in cui ha calamitato ben 300 milioni di dollari.

Se per il momento sono stati rimandati i piani di approdo al Nasdaq, con la rinuncia in sede di IPO (Initial Public Offering), resta comunque attuale l’intenzione di sbarcare in Borsa. Andiamo quindi a conoscere più da vicino la piattaforma per cercare di capirne meglio i motivi del suo evidente successo.

Se ti interessano invece ulteriori info su crypto art ed NFT, ti consigliamo di leggere anche: “Come guadagnare con NFT: Crypto Art, Decentraland, The SandBox”.

OpenSea: la piattaforma

OpenSea è stata fondata da Devin Finzer e Alex Atallah, in un momento in cui era lontana la febbre per gli NFT. Si definisce una piattaforma peer-to-peer e la sua crescita ha cominciato ad accelerare il passo nella seconda metà del 2020.

Sino al marzo di quell’anno, infatti, l’azienda contava circa 4mila utenti attivi i quali davano vita a transazioni per 1,1 milioni di dollari al mese, tali da generare entrate mensili pari a 28mila dollari.

A mutarne le sorti è stata la vera e propria esplosione di piattaforme di opere d’arte digitali come Nifty Gateway, fondata dagli ormai celebri gemelli Vinklevoss (già noti per la causa intentata e vinta contro Mark Zuckerberg, con l’accusa di essere stati defraudati dell’idea da cui ha avuto origine Facebook).

Un successo tale da spingere i capitali in cerca di sbocco a convergere sul settore, intuendone le grandi potenzialità.

Proprio OpenSea è stata tra le aziende che sono riuscite a far convergere su di esse le attenzioni, tanto da concludere un round di finanziamento pari a 100 milioni di dollari, guidato dalla società di venture capital Andreessen Horowitz.

Se nel luglio del 2020 le transazioni si erano già attestate a quota 350 milioni di dollari, nel breve arco di un mese la cifra si è praticamente decuplicata, tanto da consegnare alle casse societarie la bellezza di 85 milioni di dollari, sotto forma di commissioni.

Da quel momento la sua popolarità non è mai venuta meno.

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Alcuni dei più famosi NFT della collezione “Bored Ape Yacht Club”.

Come funziona la compravendita di NFT

Come abbiamo ricordato, quindi, OpenSea consente ai suoi utenti di comprare e vendere NFT. In particolare, la piattaforma offre un catalogo composto da oltre 300 asset e un paniere di pagamenti vastissimo, il quale comprende oltre 240 metodi per versare quanto dovuto.

Per poterlo fare, però, il passo obbligatorio è la registrazione, come al solito estremamente semplice. Basta in effetti seguire i passi previsti per avere libero accesso ad una pagina personale collegata al proprio conto.

La procedura d’iscrizione prevede naturalmente come suo ultimo passo il collegamento del proprio wallet, termine che indica il portafogli elettronico delegato alla custodia dei propri beni virtuali, il quale deve essere compatibile con Ethereum.

Oltre ad acquistarli e venderli, previo versamento di una commissione pari al 2,5% del transato, è anche possibile creare i propri NFT. Il tutto senza peraltro essere esperti di informatica e conoscere linguaggi di programmazione. Un’altra caratteristica che ha soffiato sulle vele di OpenSea garantendone un successo sempre più rilevante.

Per poterlo fare è sufficiente cliccare sul pulsante “Add New Item”, selezionare il file che si intende trasformare in un token non fungibile, inserire una descrizione e il link, e compilare tutti i campi.

Tra di essi è molto importante quello “Total Supply”, cui spetta il compito di indicare il numero massimo della fornitura, dal quale gli interessati possono capire la rarità del NFT in questione e capire la convenienza del suo acquisto.

L’ultimo passo è rappresentato dall’indicazione della modalità di vendita (acquisto diretto alla cifra indicata o partecipazione ad una vera e propria asta) con conseguente esposizione online della propria proposta.

È a questo punto che occorre versare una commissione in Ethereum alla stregua di una tassa d’ingresso una tantum, la quale solitamente si attesta in una forbice oscillante tra i 60 e i 70 euro.

Si tratta in effetti di una classica gas fee, ovvero il costo della transazione che avviene sulla blockchain di Ethereum, dipendente dalla quotazione di ETH e dal traffico sulla sua rete.

Come guadagnare con NFT

Abbiamo quindi visto cosa sia OpenSea e il suo funzionamento. Naturalmente lo scopo della piattaforma è di aiutare i propri utenti a guadagnare dalla compravendita di NFT. Proviamo quindi ora a capire quali siano le strategie migliori per conseguire l’obiettivo.

Prima però, vi proponiamo un’infografica sulla Top 25 di OpenSea, ovvero la classifica degli NFT più venduti di sempre sulla piattaforma.

I dati sono aggiornati al mese di Maggio 2022.

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Top 25 NFT su OpenSea.

Guadagnare creando e vendendo NFT su OpenSea

I modi per riuscire a guadagnare dalla compravendita di NFT su OpenSea sono svariati, ma il più semplice in assoluto è rappresentato dalla creazione e successiva vendita di token non fungibili. Una strada percorsa non soltanto dagli artisti e creatori di contenuti in genere, ma anche da personalità note per aver creato qualcosa di assoluto rilievo.

Il caso più noto in assoluto è quello rappresentato da Jack Dorsey, il creatore di Twitter, il quale ha deciso di trasformare in NFT il suo primo “cinguettio” e metterlo all’asta. Il risultato fa capire le potenzialità della strada prescelta: sono stati infatti quasi tre i milioni di dollari ricavati in questo modo.

Lo sapevi che Twitter è passata sotto il controllo del vulcanico Elon Musk? L’imprenditore statunitense ha acquisito il 100% delle quote? Scopri di più.”

Occorre sottolineare come la creazione di NFT su OpenSea è assolutamente gratuita, con il protocollo ERC-1155. Al fine di rendere possibile questo processo, la piattaforma permette di crearli senza trasferirli direttamente sulla blockchain. Un processo, quest’ultimo, il quale viene messo in atto soltanto in caso di acquisto da parte di una controparte.

Il procedimento per portarlo a termine è estremamente semplice: basta infatti effettuare il login con un wallet virtuale, ad esempio Metamask, e caricare le proprie creazioni nella tab “Create”. Tutto molto semplice e intuitivo, quindi alla portata di chiunque, anche di chi non possiede grandi competenze informatiche.

Guadagnare dalla compravendita su NFT su OpenSea

Se la creazione di NFT e la loro successiva alienazione rappresenta la strada più semplice, non tutti possono però vantare proprietà intellettuali o opere d’arte in grado di attirare grande attenzione, come il primo tweet di Jack Dorsey.

Chi vuole comunque provare a guadagnare può però rivolgersi alla compravendita di NFT su OpenSea, ovvero cercare di guadagnare dalla differenza tra il prezzo di acquisto e quello di vendita.

Occorre però sapere che si tratta di una strada densa di rischi, come dimostra proprio il caso del token non fungibile relativo al tweet di Dorsey. A comprarlo è stato un imprenditore iraniano, Sina Estavi, ovvero l’amministratore delegato della società di blockchain Bridge Oracle, il quale pensava di fare un grande affare nel momento in cui se l’è assicurato.

Una speranza completamente disattesa dalla successiva asta da lui proposta per rivendere l’NFT, nel corso della quale l’offerta più alta si è fermata a quota 7mila dollari. A riprova del fatto che prima di optare per questa strada occorre pensare bene a cosa si sta facendo e, soprattutto, ad una saggia strategia tesa a ottimizzare l’investimento effettuato.

Siamo infatti nel campo del trading puro, nel quale la stragrande maggioranza degli investitori è destinata a perdere i soldi investiti. Un dato di fatto da tenere sempre presente.

Muoversi con una strategia precisa

Abbiamo visto come è possibile guadagnare con la commercializzazione di NFT su OpenSea, la più famosa piattaforma di settore. Per concludere, però, occorre ricordare una cosa: siamo pur sempre in un ambito di investimento finanziario, ovvero di un settore ove i rischi sono estremamente elevati. Lo abbiamo visto nel caso di Estavi, il quale ha però spalle sufficientemente larghe per pensare di porre riparo ad una rotta così clamorosa.

Per chi invece non si può permettere di perdere cifre così elevate, la domanda da porsi è la seguente: come è possibile limitare i rischi? La risposta è in fondo abbastanza semplice: analizzando al meglio il mercato in modo da capire quali siano le nicchie in grado di assicurare occasioni di guadagno.

Ad esempio, un settore nel quale gli analisti prevedono grandi guadagni è quello degli NFT legati al Metaverso, ovvero alla realtà virtuale. Non a caso molte grandi aziende stanno acquistando terreni ad esso riconducibili, sperando di poter avere cospicui ritorni dall’investimento effettuato.

Una volta messo in atto questo primo accorgimento, il passo successivo è rappresentato dalla definizione di una strategia in grado di porre le basi per massimizzare il profitto e limitare le possibili perdite.

Pensare di poter cavalcare l’onda degli NFT senza appoggiarsi ad un piano vero e proprio, ma confidando sul semplice intuito può rappresentare l’anticamera di un bagno finanziario di notevoli proporzioni.

Prima di acquistare un token non fungibile occorre quindi prendere tutte le informazioni possibili e lasciarsi aperta una via d’uscita in grado di limitare le perdite. In pratica lo stesso principio il quale è alla base di un trading online consapevole.

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Dario Marchetti
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Dario Marchetti

Blockchain Expert & Crypto-Specialist. Laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, scrivo per RomaFinanza su argomenti di crypto-economy, blockchain, NFT, materie prime.

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