Titanio in Italia: la più grande riserva (non sfruttata) d’Europa!

Il titanio è un materiale estremamente importante. Tanto da essere stato inserito dall’Unione Europea nell’elenco delle materie prime critiche e strategiche. Una categoria in cui sono incluse quelle che hanno grande valore economico, presentando al contempo notevoli pericoli per il loro approvvigionamento.

Il titanio in Italia è oggetto di un serrato dibattito ormai da decenni. Una discussione che riguarda il giacimento di Piampaludo, considerato il più grande del mondo. Quando si affronta il discorso relativo al titanio in Italia è praticamente impossibile non parlarne. Andiamo quindi a vedere meglio la questione.

Titanio in Italia: produzione attuale, import-export

Titanio in Italia: quanto se ne produce? I dati in questione sono reperibili in un documento dal titolo “Import-Export materie prime: la dipendenza dell’Italia dai Paesi esteri”, a cura di Mirella Morrone e Cristina Lanzi.

Lo studio riguarda gli anni dal 2010 al 2020, e vede in buona sostanza volumi di produzione abbastanza modesti. Il miglior risultato in assoluto è quello del 2018, quando le esportazioni hanno sfiorato i tre milioni di euro. Il peggiore quello del primo semestre del 2020, quando il titanio in Italia ha avuto un vero proprio crollo derivante dall’influsso del Covid.

Per quanto riguarda invece il dato relativo all’import del titanio in Italia, l’anno che ha visto il dato più alto è il 2011, con oltre 30 milioni di euro. Anche in questo caso, il dato peggiore è stato quello del primo semestre del 2020, quando le importazioni sono crollate a poco più di tre milioni di euro.

Si tratta quindi di dati non molto significativi, soprattutto se raffrontati a quelli che riguardano il giacimento di titanio posizionato all’interno del territorio ligure. Un sito il quale ha provocato polemiche nel corso degli anni, come del resto accaduto per l’antimonio, e la cui vicenda sembra essere giunta a compimento di recente.

Giacimento di Titanio in Liguria

Quando si parla di titanio in Italia si parla di quello scoperto nel 1970 nelle rocce del Bric Tariné (tra Urbe e Sassello). Si tratta di un giacimento di quasi 400 milioni di tonnellate di rutilo, forma mineralogica con la quale si presenta il minerale, che è estremamente ricercato per i suoi molteplici utilizzi. Un sito il quale, però, è stato per decenni oggetto di grandi polemiche, in quanto estremamente pericoloso.

Già nel 2013 hanno iniziato a circolare valutazioni sul suo valore che fanno ampiamente capire i motivi del contendere. All’epoca infatti, questo giacimento di titanio in Italia veniva stimato tra i 400 e i 600 miliardi di euro. Stime poi ridimensionate a 120 miliardi, che però non saranno mai ricavati dal rocce interessate. È stato infatti il TAR della Liguria ad annullare il decreto dirigenziale regionale che autorizzava la Compagnia Europea per il Titanio (Cet) a fare ricerche per individuarlo. Secondo molti questa sentenza rappresenta una pietra tombale per il titanio in Italia.

Quali sono i Paesi che producono più titanio al mondo?

Se per il titanio in Italia la sentenza del TAR ha praticamente posto la parola fine per un suo eventuale sfruttamento, diversa è la situazione a livello mondiale. La produzione del minerale, infatti, viene incentivata per vari scopi. Tra di essi occorre ricordare l’utilizzo nel settore aeronautico, nell’automotive, per le navi e nel settore medico.

I Paesi che ne producono maggiormente, sono la Cina, il Giappone, la Russia, il Kazakistan e l’Ucraina. Proprio il titanio russo è però al momento venuto meno, a causa delle sanzioni elevate contro il governo di Mosca, dopo l’inizio delle ostilità in Ucraina.

Nell’oblast di Sverdlovsk, posizionata su un territorio a est degli Urali, è stata addirittura creata una regione economica speciale, la “Titanium Valley”. Per poterla sfruttare al meglio sono stati stanziati 1,29 miliardi di dollari, destinati  al varo di infrastrutture per l’estrazione e la lavorazione del metallo. Al momento non si sa, però, quando il titanio russo potrà tornare sul mercato.

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Dario Marchetti

Dario Marchetti

Blockchain Expert & Crypto-Specialist. Laureato in Lettere e Filosofia alla Sapienza di Roma, scrivo per RomaFinanza su argomenti di crypto-economy, blockchain, NFT, materie prime.

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